La gioia di raggiungere la vetta

a cura di Luca Beti

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La val Bregaglia è un paradiso per gli amanti della montagna e dell'arrampicata. Oltre ai classici giganti granitici, i rocciatori hanno da alcuni anni la possibilità di praticare il sassismo, il cosiddetto bouldering. 

In val Bregaglia è difficile camminare con lo sguardo incollato a terra. A farti alzare il naso al cielo ci pensano le sue montagne, poderosi giganti granitici. Tra questi c'è "La Fiamma", una guglia aguzza di rara eleganza e finezza di linee. È un esile ago di roccia, alto poco più di venti metri che si erge dalla cresta sommitale del massiccio dello Spazzacaldeira. Esposta ai venti, con pareti con vista panoramica e a strapiombo, è uno dei simboli della valle. Per gli alpinisti meno esperti può rivelarsi però un rompicapo irrisolvibile. Per chi deve rassegnarsi a guardarne la cima dal basso, intorno alla capanna dell'Albigna, raggiungibile con una funivia, ci sono più di 50 massi per praticare il sassismo, disciplina meglio nota con il termine inglese bouldering, ossia l'arrampicata libera praticata su blocchi di granito alti pochi metri. E quest'estate verrà inaugurata una palestra di roccia nel fondovalle, a Stampa, il capoluogo della val Bregaglia. Una trentina di grossi massi, con oltre 100 passaggi o problemi da superare e risolvere, permettono a grandi e piccini di vivere l'adrenalinica gioia di raggiungere la vetta, anche se si trova a pochi metri da terra.