Bambino, Educazione, Edificio scolastico, Celebrazione della laurea, Riapertura delle scuole

Edizione del 16.09.2016

“La scuola che vogliamo”

Scuola pubblica e scuole private messe definitivamente sullo stesso piano, con sostegno finanziario (parziale) anche a quest’ultime. E poi: più autonomia (anche nella scelta dei docenti e nella gestione dei mezzi finanziari a disposizione) e più concorrenza tra le sedi scolastiche nell’offrire qualità e maggiori opportunità per gli allievi, liberi di scegliere l’istituto che meglio si concilia con le loro aspirazioni. Ciò che comporta parallelamente meno potere al DECS.

Sono alcune delle proposte contenute in un’iniziativa parlamentare con cui La Destra sale sul treno del ripensamento della scuola messo in moto dal progetto “La scuola che verrà”. Non in contrapposizione al disegno dipartimentale (di cui si apprezzano diversi contenuti), hanno precisato i due promotori Sergio Morisoli e Paolo Pamini. Ma complementare, per creare dibattito intorno al tema.

Insomma, più libertà e più responsabilità in tutta la galassia scuola, anche nell’instaurare processi educativi con enti non scolastici. Proposte che meritano attenzione o semplice “cavallo di Troia” con cui riaprire il dossier del finanziamento delle scuole private? Con quali vantaggi e quali svantaggi per la scuola ticinese? E cosa comporta finanziariamente questa iniziativa?

Ne discuteremo a Modem con
Sergio Morisoli, La Destra
Manuele Bertoli, Consigliere di Stato, direttore del DECS
Don Patrizio Foletti, rettore del Collegio Papio
Daniele Bianchetti, direttore della Scuola media Locarno 1 e presidente del Collegio dei direttori di scuola media

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