Edizione del 15.05.2019

Chi sradica le fake news?

Dai social network agli editori, dai singoli alle aziende, le iniziative per lottare contro le fake news sono infinite. Ma infinite sono anche le notizie false che circolano e si moltiplicano in rete. Sempre meno disinteressate, sempre più legate alla politica. Ecco perché, con l'avvicinarsi delle elezioni per il rinnovo del parlamento dell'Unione europea, un caso in particolare fa discutere e ripropone il tema.

In Italia, Facebook ha fatto chiudere 23 pagine non ufficiali a sostegno di Lega e Movimento 5 stelle che condividevano messaggi divisivi contro migranti, antivaccini e antisemiti. Il motivo? Hanno violato la policy del gigante americano in tema di autenticità e disinformazione ripetuta. Lo stop alle pagine è avvenuto grazie alle segnalazioni di Avaaz che ha condiviso le sue ricerche. Avaaz è un'ong con sede a New York che sarebbe legata al mondo progressista internazionale.

Il tema della lotta alle fake news è però di estrema attualità in tutto il mondo. A Singapore addirittura è stata approvata una legge che criminalizza la pubblicazione di notizie false e dà così maggiore potere al govero. Una decisione che molti guardano però con uno sguardo critico: se da una parte permette di controllare le bufale nei meandri del web, si rischia allo stesso tempo di influenzare pesantemente l'opinione pubblica per mantenere il potere.

Quale danno provocano dunque le fake news alla democrazia? Come contrastare le notizie false che si amplificano grazie alla cassa di risonanza social? Chi deve controllare? Servono nuove leggi?

Ne discutiamo con:

Luca Nicotra, uno dei portavoce dell'ong Avaaz

Ruben Razzante, docente dell'Università Cattolica autore del Manuale di Diritto dell’informazione e della comunicazione

Fabrizio Gilardi, professore Digital Democracy Lab presso l'Università di Zurigo

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