Edizione del 03.05.2019

Cooperazione svizzera: in meno paesi e più mirata

La Confederazione elvetica per il periodo 2021-2024 intende rivedere le priorità del suo intervento nell’ambito della cooperazione allo sviluppo e sottopone il suo progetto alle parti interessate fino al 23 di agosto.

I Dipartimenti degli affari esteri e dell'economia (DFAE e DEFR)  prevedono un budget di 11,37 miliardi di franchi sull’arco di 4 anni rispetto agli 11,11 miliardi disponibili per il periodo in corso, somma che corrisponde a circa lo 0,45% del Reddito nazionale lordo. Nel 2011, il Parlamento aveva auspicato una quota maggiore, pari allo 0,5% del RND, un obiettivo che non verrà raggiunto nei prossimi anni. L'OCSE ha di recente invitato il Consiglio federale a mantenere le promesse del 2011.

Concretamente la Svizzera intende concentrarsi su quattro regioni chiave: Nord Africa e Medio Oriente, Africa subsahariana, Asia centrale, meridionale e sudorientale nonché Europa orientale. La Svizzera intende quindi ritirarsi gradualmente dall'America latina anche se il Dipartimento dell'economia continuerà però ad essere attivo in alcuni paesi emergenti di quest'area in cui la Svizzera ha interessi economici. Il numero dei Paesi prioritari della Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) dovrebbe così passare 46 a 34 con Bolivia, Haiti, Honduras, Cuba, Nicaragua, Swaziland, Lesotho, Malawi, Zambia, Mongolia, Pakistan e Azerbaigian sulla lista delle nazioni abbandonate.

In sintesi, la Confederazione vuole rafforzare il legame strategico tra la cooperazione e la politica migratoria, con un maggiore coinvolgimento delle aziende private. La politica dello sviluppo deve insomma servire meglio gli interessi della Svizzera, una svolta salutata dall’Unione democratica svizzera (UDC) ma che al contempo esige che la Svizzera si impegni soltanto per i paesi che si riprendono i loro cittadini. Inoltre il Consiglio federale continuerebbe a voler investire "troppo denaro dei contribuenti" nell'aiuto pubblico allo sviluppo, per cui l'UDC chiede che un miliardo della somma prevista sia utilizzato per la previdenza AVS e dunque in Svizzera.

Modem ne discute con:

Filippo Lombardi, Presidente della Commissione della politica estera del Consiglio degli Stati;

Elly Schlein, Eurodeputata;

Carlo Sommaruga, Consigliere nazionale PS;

Pietro Veglio, economista, presidente della Fosit, e membro della Commissione federale per la cooperazione.

 

 

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