Edizione del 21.10.2019

Elezioni federali: confermata l’avanzata verde

I sondaggi lo avevano previsto ed il voto (i risultati, per ora, sono ancora parziali) lo ha confermato: nel nuovo Parlamento federale i Verdi ed i Verdi liberali hanno fatto un balzo in avanti spostando il baricentro politico verso il centro rispetto agli equilibri attuali.

Al Consiglio nazionale, secondo le proiezioni, i Verdi otterrebbero il 12,7% dei voti (+5,6) mentre i Verdi liberali raggiungerebbero quota 7,6% (+3). A fare le spese dell’avanzata verde sono principalmente l’UDC 26,3% (-3,1), il PS 16,5 (-2,3%), ed il PLR 15,2 (-1,2). Il PPD, contrariamente ai pronostici, si è leggermente rafforzato raggiungendo quota 12% (+0,4): un risultato che comunque lo posiziona alle spalle dei Verdi che, di fatto, realizzano un risultato storico.  

Nell’analisi di queste elezioni federali si guarderà anche ai risultati in Ticino, dove la verde Greta Gysin ha estromesso la leghista Roberta Pantani mentre nei Grigioni l’UDC Heinz Brand ha perso la battaglia per la sua rielezione.  

In attesa dei risultati dei ballottaggi previsti per il Consiglio degli stati il 17 novembre cosa cambierà ora a Palazzo federale? I Verdi possono ambire ad un Consigliere federale? Che bilancio trarre dalla congiunzione delle liste? Nei diversi partiti che hanno perso voti e seggi ci saranno delle conseguenze?

Per rispondere a queste ed altre domande a Modem intervengono:

Muriel Ballaman, Corrispondente a Berna per la Radiotelevisione svizzera romanda (RTS);

Giovanni Galli, Responsabile per la politica federale del Corriere del Ticino;

Stefano Guerra, La Regione.

 

Modem su Rete Uno alle 8.20, in replica su Rete Due alle 19.25. Ci trovate anche sul Podcast e sulle app: RSINews e RSIPlay

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