Edizione del 06.02.2018

L’offensiva Turca

Il premier turco è arrivato ieri a Roma accolto da alcune proteste di piazza per incontrare papa Francesco (ha parlato di Gerusalemme) ed il primo ministro italiano Claudio Gentiloni (Erdogan ha ribadito l’interesse turco a delle trattative in vista di un’adesione all’ UE.) Ma l’interesse generale si concentra in questi giorni soprattutto sull’offensiva dell’esercito di Ankara contro l'enclave curdo-siriana di Afrin che si fa di giorno in giorno più cruenta. È salito a 947 il bilancio dei miliziani curdi neutralizzati - cioè uccisi, feriti o fatti prigionieri - dall'inizio dell'offensiva turca come sostengono le forze armate di Ankara. 

Ed intanto i curdi siriani non nascondono la loro rabbia perché si ritengono traditi e abbandonati dalla comunità internazionale, dopo aver fatto parte della coalizione che ha combattuto lo stato islamico. L’avanzata dei turchi sta però causando tensioni anche con Damasco e con l’alleato russo. Fino a dove potranno spingersi ora i turchi nella loro guerra senza quartiere contro il PKK ed i miliziani curdi in patria e all’estero? Fino a quando potranno resistere gli abitanti di Afrin? Cosa ne pensano le altre potenze regionali (Russia e Iran in primis?) Come mai la Nato e gli USA non si esprimono? Che ruolo giocano i combattenti dell’Isis in Siria, respinti ma non del tutto sconfitti?

Ne parliamo a Modem con il giornalista e corrispondente a Beirut Lorenzo Trombetta, con Luciano Bozzo, direttore del centro universitario di studi strategici e internazionali all’università di Firenze e con Valeria Talbot,  responsabile per il programma Medio Oriente dell’ Ispi, specialista di Turchia

Modem su Rete Uno alle 8.20, in replica su Rete Due alle 19.25. Ci trovate anche sul Podcast e sulle app: RSINews e RSIPlay

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