(keystone)

La macchina elettorale USA

Tra sondaggi e critiche al sistema democratico americano, ci chiediamo se il sistema elettorale si è inceppato

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Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump prevede massicci brogli elettorali e concentra i suoi sospetti sul voto per corrispondenza. Se il risultato sarà tirato e decisiva sarà la parola della Corte Suprema, ecco che la nomina della conservatrice Amy Coney Barrett potrebbe fare pendere la bilancia dalla parte di Trump, dicono i democratici. Il suffragio universale indiretto con i collegi elettorali può portare ad una vittoria nel voto popolare, ma a una sconfitta alle elezioni. Lo si è visto 4 anni fa e potrebbe succedere anche quest’anno, nonostante gli 11 punti di vantaggio di Biden nei sondaggi.

 

Le critiche al sistema democratico americano aumentano così come quelle al sistema dei collegi elettorali, mentre la Costituzione degli Stati Uniti di 233 anni fa diventa meno sacra.

A questo si aggiunge la disparità delle regole di voto a seconda degli Stati e alcune iniziative per ostacolare il voto dei cittadini (riduzione dei seggi elettorali).

Ci chiediamo allora: è davvero inceppata la macchina democratica americana?

In questa puntata diamo anche uno sguardo ai sondaggi, con un occhio di riguardo per la "donna dei sobborghi" a cui Donald Trump, in un recente discorso si è rivolto supplicando di votare per lui. È vero che a decidere l’esito di queste elezioni sarà proprio il voto della donna dei sobborghi?

 

Ne discutiamo con :

Claudia Flisi, giornalista americana che vive a Milano

Nadia Urbinati, professoressa di scienze politiche Columbia University New York

Mattia Ferraresi, caporedattore di Domani e già corrispondente dagli Stati Uniti per il Foglio

Emiliano Bos nostro Emiliano Bos

 

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