Edizione del 07.11.2018

Trump: avanti adagio

Statunitensi alle urne per rinnovare l'intera Camera dei Rappresentanti (435 deputati) e un terzo del Senato (35 senatori su 100); un appuntamento del quale si approfitta anche per eleggere i governatori (in 36 Stati su 50).

Dalle ultime elezioni di medio termine del 2014 entrambi i rami del Parlamento sono controllati dai repubblicani ma i primi risultati usciti dallo spoglio danno ragione ai sondaggi che prevedevano uno spostamento alla Camera, con la maggioranza ai Democratici, mentre il Senato ha mantenuto (ed anzi rafforzato) una maggioranza repubblicana. La perdita della Camera dei rappresentanti  porterà dei cambiamenti all'agenda della Casa Bianca nei prossimi due anni, prima delle nuove elezioni presidenziali? Per cercare di allontanare questa prospettiva il presidente Donald Trump ha moltiplicato gli interventi trasformando di fatto il voto in un referendum sulla sua persona, mentre sull’altro fronte è sceso l’ex presidente Barack Obama.

Per questo appuntamento elettorale donne, afro-americani, musulmani, ispanici, appartenenti alla comunità Lgbtq, sono scesi in campo come mai finora proponendosi quali candidati. Un fermento che ha trovato conferma nelle urne. Donald Trump ha già inneggiato alla vittoria ma la si può davvero considerare come tale?

Per parlarne a Modem  partecipano:

Emiliano Bos, corrispondente RSI a Washington;

Mario Del Pero, professore di Storia internazionale e Storia delle relazioni internazionali all'Istituto di studi politici di Parigi;

Andrew Spannaus, giornalista e analista statunitense.

 

Modem su Rete Uno alle 8.20, in replica su Rete Due alle 19.25. Ci trovate anche sul Podcast e sulle app: RSINews e RSIPlay

Serata evento: Dataland

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