Ue-Turchia. Visita ad un alleato problematico.

Tra i temi in agenda, il rispetto dei diritti umani, i profughi che premono alle frontiere, le trivellazioni abusive

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Nonostante le recentissime decisioni preoccupanti del presidente Erdogan (ritiro dalla convenzione di Istanbul contro la violenza domestica e i femminicidi, sostituzione ai vertici della banca centrale turca, e messa al bando del secondo partito di opposizione) la Turchia resta un alleato importante per l’Unione Europea, specialmente per la gestione dei rifugiati dalla Siria.

E siccome la Turchia ha interrotto le esplorazioni di idrocarburi nelle acque greche e cipriote, il Consiglio Europeo vuole ora “un’agenda Turchia-Ue più positiva”. Con questo proposito Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione europea, e Charles Michel, presidente del Consiglio europeo, atterrano nelle prossime ore ad Ankara.

Quanto è sensata questa strategia di riconciliazione con la Turchia, già definita la via morbida per salvaguardare i reciproci interessi, tra i quali non vi è la certezza del rispetto dei diritti umani, in particolare dei diritti e della sicurezza delle donne?

Ne discutiamo a Modem con particolare attenzione ai rifugiati siriani in Turchia e al ruolo della fratellanza musulmana, con:


Valeria Talbot, analista esperta di Turchia dell’ISPI, l’Istituto per gli studi di politica internazionale
 Sihem Djebbi, docente di scienze politiche Parigi e relazioni internazionali, specialista di diaspore e rifugiati dal Medio Oriente
Lorenzo Vidino, docente e direttore del programma sull'estremismo alla Georges Washington University
Thomas Miglierina, corrispondente RSI a Bruxelles

 

 

 

Modem su Rete Uno alle 8.20, in replica su Rete Due alle 19.25. Ci trovate anche sul Podcast e sulle app: RSINews e RSIPlay