Edizione del 10.01.2019

Via dalla Siria

Il segretario di stato americano Mike Pompeo in viaggio in Libano, Iraq e in altri paesi arabi; il consigliere americano alla sicurezza nazionale John Bolton in visita in Israele e in Turchia. E per entrambi soprattutto una missione: rassicurare gli alleati sull'impegno di Washington nella lotta contro lo Stato Islamico e contro la causa jihadista. Perché l'annuncio, lo scorso dicembre, da parte del presidente Donald Trump, di voler riportare a casa i 2'000 soldati USA impegnati in Siria continua a suscitare grande perplessità. Quale la tempistica di un eventuale ritiro? A quali condizioni potrebbe effettivamente realizzarsi? E quali conseguenze rischia di avere per la stabilità della regione e per i suoi equilibri?

Gli interrogativi sono numerosi. La difficoltà di comprendere la politica mediorientale promossa dalla Casa Bianca si è fatta sentire anche al Pentagono, con le dimissioni del segretario alla difesa Jim Mattis. Tra le grandi preoccupazioni c’è il destino della nazione curda in Siria, contro la quale Ankara non cela la volontà di scatenare un'offensiva. John Bolton, che in Turchia non è stato ricevuto dal presidente Erdogan, ha cercato di fissare un limite: i soldati USA non se ne andranno se per i curdi non ci saranno garanzie di sicurezza. Basterà?

Di tutto questo discutiamo con:

Carlo Masala, professore di relazioni Internazionali all’Università della Bundeswehr di Monaco di Baviera;

Cristoforo Spinella, corrispondente ANSA da Istanbul;

Lorenzo Trombetta, collaboratore RSI a Beirut.

 

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