Addio: non ci mancherai!

Nel 1977 l’ultimo caso, seguito poco dopo dalla dichiarazione dell’Organizzazione mondiale della sanità: il vaiolo è ufficialmente estinto.

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Ci ha perseguitato per migliaia di anni, causando in tutto -si stima- 500 milioni di morti.  Il vaiolo non ha risparmiato la Svizzera italiana: in Ticino, l’ultima epidemia (che provocò 72 morti) è stata riscontrata a Lugano nel 1877,  vale a dire pochi anni prima dell’apertura della linea ferroviaria del San Gottardo che lanciò la regione del Ceresio fra le destinazioni turistiche svizzere. La vaccinazione, scoperta nel 1798 dal Medico britannico Edward Janner, era già praticata da quasi 80 anni, ma la difficoltà di raggiungere la popolazione delle zone rurali e della valli più discoste (e di superarne la diffidenza) permisero al contagio di riemergere a scadenze più o meno regolari. Ricerche storiche recenti nella Svizzera italiana, d’altra parte confermano il permanere di condizioni igieniche e ambientali favorevoli alla diffusione di infezioni, fino al secondo dopoguerra. Anche dopo la scoperta del vaccino, la lotta contro il vaiolo fu dunque lunga e impegnativa e le campagne di vaccinazione si sono susseguite per oltre un secolo e mezzo prima di giungere all’eradicazione della malattia. 

(Keystone)

Il punto di vista del medico e dello storico.

Abbiamo interpellato il dottor Enos Bernasconi, responsabile del servizio malattie infettive all’ospedale civico di Lugano, e lo storico Rosario Talarico, docente al liceo di Lugano. Per il medico, la campagna a tappeto di vaccinazioni contro il vaiolo (la prima nella storia dell’umanità) è stato il fattore determinante per l'eradicazione della malattia. Un compito facilitato dall’assenza di portatori esterni del virus, che si replica infatti solo da uomo a uomo. Questo ha reso possibile la sua eliminazione totale attraverso l’immunizzazione delle popolazioni. Adesso, spiega il medico, le organizzazioni sanitarie si stanno coordinando sul piano internazionale per perseguire gli stessi risultati nei confronti di altre malattie che si replicano solo in ambiente umano : soprattutto la poliomielite e il morbillo. Per lo storico, la lotta contro il vaiolo ha aperto anche la via all’applicazione di leggi e regolamenti in ambito igienico e sanitario: in Ticino la prima legge che imponeva la vaccinazione risale al 1836. Un percorso lungo che ha anche consolidato, dopo lo scetticismo e le resistenze iniziali, ruolo e competenze dei medici. Insomma, il passo da purghe e salassi alle campagne di vaccinazione ha segnato l’ingresso in una nuova era, fatta anche di una più matura consapevolezza della necessità di ambienti e stili di vita più sani.