Il dopo Chernobyl di Mario Camani

Dai riflettori dei massmedia a quelli del teatro

sabato 28/03/15 12:10

 

Quando era più giovane i problemi ambientali non esistevano, ma è bastato terminare il dottorato in fisica per trovarseli di fronte, in tutta la loro complessità: l’inquinamento dell’aria, dell’acqua, del suolo, il consumo energetico, la radioattività… Mario Camani da allora li ha studiati a lungo e combattuti con determinazione. Ha lavorato 28 anni per la protezione dell’ambiente del Canton Ticino, prima come responsabile dell’energia, in seguito a capo della Sezione energia e protezione aria e acqua. In tanti ricordano le sue battaglie contro i fuochi all’aperto o i progetti pioneristici come il TISO, l’impianto fotovoltaico (allacciato alla rete) più grande d’Europa, che ha realizzato con il Cantone a Lugano-Trevano nel 1982.

Spesso sollecitato dai media, Mario Camani ha vissuto momenti d’intensa esposizione pubblica soprattutto dopo la catastrofe di Chernobyl. Tra i consigli dati alla popolazione della Svizzera italiana per evitare le conseguenze della nube radioattiva, uno in particolare, molto buffo in apparenza, è rimasto impresso nella memoria collettiva: “spazzolare l'insalata”. Ma l’ha davvero detto lui?

Un nuovo inizio

Con una grinta e una determinazione che null’hanno da invidiare alle sue lotte per l’ambiente, da pensionato Mario Camani ha iniziato una seconda vita dedicata all’arte circense. Una vera metamorfosi che lo ha portato, dopo anni di allenamento di acrobatica e giocolleria e i corsi con il maestro ungherese Szilard Szekely, a presentare degli spettacoli in tutta la Svizzera.

Oggi il nostro campione svizzero di monociclo (nella categoria seniores, ma i suoi figli l’hanno superato con titoli mondiali e olimpici), sta preparando una nuova sfida con la compagna d’arte Luzia Bonilla per tornare presto a sorprendere il pubblico.

L’abbiamo incontrato prima che potesse ripartire con la prossima tournée.

 

Buon Natale dai Frontaliers!

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