Il libretto della spesa

Un sistema di pagamento differito, basato sulla fiducia

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“Me lo marca sul libretto? Lo pago a fine mese”. Una frase ripetuta innumerevoli volte negli anni pressoché in tutte le botteghe, non solo ticinesi. Il libretto della spesa sembra abbia preso piede negli anni 50, alla fine di quelli che vennero definiti gli anni del miracolo economico. Ma ancor prima, nelle campagne, non erano poche le donne che facevano segnare gli acquisti e pagavano quando gli uomini, magari lontani per lavoro, tornavano a casa con la paga.

La fidelizzazione d’una volta

Sul libretto si marcava di tutto dal pane, al latte, alla pasta, all'etto di prosciutto... e qua e là magari un ragazzino ci ha infilato anche qualche cioccolatino o caramella di sfrodo, sperano che durante i conti a fine mese nessuno lo rivelasse. Il commerciante con questo sistema di pagamento differito oltre a dare fiducia al cliente - come si dice oggi - lo fidelizzava.

 

C’è ancora

Oggi la facilità di reperire contanti nei molti bancomat dislocati sul territorio, il possesso di carte clienti e carte di credito accettate da tutti i supermercati, hanno sfumato l'utilità del libretto della spesa. Ma questo resiste! Lo si ritrova nel suo formato lungo e stretto (rosso, blù o verde) nelle botteghe di paese: è usato da una clientela per lo più anziana, restia a cedere un pezzo di tradizione, ma anche sempre più è apprezzato dai più giovani che stanno riscoprendo il piacere del contatto nel negozio di paese.