Il viale delle Bocce

La lenta scomparsa di una tradizione millenaria

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L’origine del gioco delle bocce e dunque dei campi da gioco si perde nella notte dei tempi. Basti pensare che in Turchia, nella città neolitica di Catal Huyuk, sono state trovate delle sfere in pietra, antenate delle attuali bocce, risalenti a circa novemila anni fa. Simili oggetti sono stati rinvenuti pure in una tomba egizia del secondo millennio A.C.  Anche i Greci e i Romani giocavano a bocce. Nel Medioevo questo gioco divenne una vera e propria mania. Si giocava per le strade, sulle piazze, nei castelli perché ritenuto un elisir per lo spirito e per il corpo. Eppure anche se da semplice passatempo è stato elevato al rango di sport il gioco delle bocce oggi conosce una crisi sempre più profonda e i viali stanno sparendo molto velocemente.

 

Le cause del declino
Difficile trovare una ragione precisa. Probabilmente esiste una serie di concause: lo stress in costante aumento, l’individualismo sempre più marcato, lo sviluppo di attività ludiche sempre più legate alla tecnologia, la possibilità di praticare un ventaglio di sport molto ampio ma anche la diminuita redditività per i locali pubblici,  la speculazione edilizia e non da ultimo qualcuno avanza l’ipotesi dello scarso sostegno da parte della politica che alle bocce preferirebbe sport di massa quali il calcio e l’hockey.
 

La scomparsa di un toccasana
Uno dei primi documenti scritti che citano questo gioco è quello del medico greco Ippocrate (460-377 a.C.) che lo elogia e lo consiglia ritenendolo un'attività molto salutare. In particolare per combattere i reumatismi e per mantenere vivo lo spirito anche in tarda età. Il viale delle bocce, sterrato, in terra battuta, in ghiaia o erboso per secoli ha costituito il luogo di socializzazione per eccellenza dove discutere con gli amici magari sorseggiando un mezzo litro di vino rosso. Con la sua scomparsa sparirebbe un vero e proprio toccasana per giovani e meno giovani.

Grotto Ponte Vecchi a Camorino
Grotto Ponte Vecchi a Camorino

Svizzera italiana terra di bocciatori eccelsi

Recentemente  i campionati del mondo di bocce che si sono disputati a Roma hanno visto protagonisti tre atleti svizzeri. Davide Bianchi, mesolcinese, ha conquistato il titolo di Campione del mondo nella categoria Senior, titolo  che aveva già ottenuto a Detroit nel 2005.  Nella categoria Under 21 a salire sul gradino più alto è stato il capriaschese Aramis Gianinazzi. Fra le donne, invece Laura Riso ha conquistato la medaglia di bronzo. È paradossale che uno sport che sforna campioni a raffica rischia, alle nostre latitudini, l’estinzione. 

I veri protagonisti
I veri protagonisti