La Festa del Bue di Viganello

La più pantagruelica sagra del Canton Ticino

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Ci mise 47 giorni a mangiare un bue intero, un certo Johann Ketzler di Monaco. Lo si legge tra i primati gastronomici nel libro del Guinness del 1986. Avvenne a Monaco in Germania. Correva il 1880... A cavallo tra il 1963  e i primi anni duemila, una volta all’anno, invece, un singolo enorme bovino castrato cotto allo spiedo veniva consumato in una sola serata! Ma magnarselo erano mille o duemila persone con la forchetta in mano senza preoccupazioni vegetariane.

 

Una festa

Tutta una folla nel piazzale delle scuole ad aspettare la propria porzione come anche i numeri della tombola e il ballo liscio dopo. Convivialità ma non solo. Anche tanta beneficenza. Ce lo ricorda ai nostri microfoni Giancarlo Bordoni, storico membro del comitato delle manifestazioni benefiche di Viganello. Decine e decine di migliaia di porzioni di carne e centinaia e centinaia di migliaia di franchi devolute ai bisognosi o ad associazioni del luogo. Saziare, fare del bene e… divertire. 

 

 

Non solo un disegno

Persino il Bue sorrideva (nonostante la sorte poco fausta)! Non l’animale in carne ed ossa (abbrustolite), ma quello disegnato da Italo Cagnola che appariva nella storica locandina e che a giugno andava a tappezzare le vie di Viganello, rimanendo indelebilmente stampata nella memoria di tutti quelli cresciuti nei paraggi come Prisca Devecchi e Alessandra Santurri.

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il logo! (RSI)