La cassa di risparmio Cagnomatic

A cura di Gino Ceschina

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Immaginatevi una specie di calendario dell’avvento di acciaio, grigio o verde scuro, con delle fessurine sotto ogni numeretto. Quella è la Cagnomatic. Una sorta di salvadanaio collettivo che stava appeso in quasi tutte le osterie. Ogni cliente aveva il suo numeretto e di tanto in tanto inseriva le monetine, magari quelle del resto, nell’aggeggio. A fine anno in genere si faceva una cena tra i risparmiatori e magari restava anche qualche soldino da portarsi a casa.  

Si tratta di un fenomeno che dura da circa un secolo, le prime casse di risparmio da osteria risalgono infatti addirittura ai primi del ‘900, ma che sta andando scomparendo, di pari passo col lento declino del denaro contante, che viene a poco a poco sostituito dall’uso sempre più frequente di carte di credito e bancomat.

Ne sopravvivono ancora alcuni esemplari, specie nei bar delle valli, appesi a una parete, spesso tra la rastrelliera dei giornali e qualche orrendo dipinto ad olio che nessuno osa staccare perché fatto da un cliente affezionatissimo, ma sono sempre meno. E spesso i giovani che le vedono si lambiccano il cervello cercando di capire a cosa servano, prima di rituffare il naso in qualche app per scommesse in borsa sullo smartphone. Perché ormai risparmiare sa quasi di vecchio.