La circonvallazione incompiuta

Inaugurato nel 1970, il viadotto “Brentino” è ancora in piedi

domenica 13/03/16 00:00
Soggetti Smarriti, Brentino, 13.03.16

Il braccio di strada interrotto, detto viadotto “Brentino”, fu l’inizio di un progetto a dir poco ambizioso. Quello della circonvallazione di Lugano, iscritta nel piano regolatore della città del 1964. Chi lo disegnò voleva creare una strada che aggirasse il nucleo storico di Lugano. Il percorso: dall’uscita dell’A2, a Lugano sud, la strada sarebbe dovuta salire lungo la ferrovia fino in stazione per poi scendere lungo via Tesserete e raggiungere Cornaredo.

L’idea sembra buona, ma non venne mai realizzata. “A quei tempi si progettava con grande euforia”, ricorda Brunello Arnaboldi, già responsabile della sezione Pianificazione-ambiente della Città di Lugano, “era un concetto un po’all’americana”, continua, “basta pensare che in val Tassino lo svincolo era disegnato su quattro piani e la rotonda di Cornaredo era disegnata grande quanto lo stadio”.

 

Nel 1985 la parola fine

Il progetto, cominciato con il “Brentino” costava troppo e i comuni toccati non avevano intenzione di mettere mano al portafoglio. Così, il Gran Consiglio, bocciando il credito per una prima tappa, nel 1985, mise la parola fine sulla circonvallazione di Lugano.

Tutto del Cantone

Nel 2015 quel tratto di strada, che comprende, appunto, il viadotto interrotto, è tornato nelle mani del Canton Ticino. “Direi che è una gabola più che un piacere”, sorride il direttore della Divisione delle costruzioni Giovanni Pettinari, “oggi non posso dire cosa sarà del “Brentino”, stiamo valutando diverse opzioni”.

 

Nel 2013 la deputata leghista in Gran Consiglio Amanda Rückert, parlando di "ecomostro", ne chiese l'abbattimento. Ma per ora è ancora lì, ad accogliere chi, dall’autostrada, raggiunge Lugano.

Puntata a cura di : Francesca Calcagno

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