Ul tram da Din

A quasi 50 anni dalla sua chiusura, un amore che rimane in carrozza

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Dismessi i binari, venduti i terreni, cambiati i mezzi di trasporto e mutato il paesaggio circostante (passato da rurale a urbanamente residenziale), il tram Lugano-Cadro-Dino aleggia, anzi, sferraglia ancora pimpante nell’immaginario di tanti luganesi. Un po’ perché la linea tranviaria -oggi pressoché totalmente pedonale- è apprezzata meta quotidiana per chi fa bici, jogging o vuole semplicemente farsi una bella passeggiata senza troppi su e giù. Un po’ perché “la questione tram”, in una regione del luganese asfissiata dal traffico motorizzato, è di nuovo alla ribalta.

comfort e socialità
comfort e socialità (Fonte: RSI)

L’inizio

Ma come nacque questa linea? Chi serviva? E perché a un certo punto si decise di abbandonarla e chiuderla? Risponde a queste e a tante altre curiosità con testi e molte fotografie il libro intitolato “C’era una volta… la Lugano-Cadro-Dino.” Qui uno dei due autori, Alberto Polli, scrive: “Questa ferrovia fu inaugurata nel 1911 e sacrificata a favore del traffico stradale nel 1970, come altre ferrovie locali ticinesi. (…) La rotaia era un’opportunità di sviluppo e di modernità che accorciava le distanze e riduceva l’isolamento. (…) Tutti ricordano la sera dell’ultimo viaggio che non era stato tanto diverso da un funerale.” Amore, rammarico, cognizione di causa.

I ricordi

Angelo Ghirlanda, l’altro co-autore del libro, è figlio di un bigliettaio e bis-nipote di uno dei co-finanziatori della costruzione di questo tram. Angelo ha raccolto e conservato migliaia di cimeli legati alla storia di questo mezzo di trasporto: cippi, binari, cartoline, biglietti, cartelli, documenti, indumenti, arnesi – cimeli depositati per lo più in casa di sua mamma Lucia. Madre e figlio legati da un binario che non c’è più. Grazie alle loro memorie è possibile intuire perché “Ul tram da Din” rimanga qualcosa di inspiegabilmente vivo nel cuore di tanti cittadini.

Il capodeposito Ermanno Bianchi detto Mano
Il capodeposito Ermanno Bianchi detto Mano (Fonte: RSI)

 

Puntata a cura di: Daniel Bilenko