Il sondaggio a Casclasc
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Roveredo, riemerge un insediamento dell’Età del bronzo

Scoperti muraglioni ciclopici, ceramiche millenarie e un insediamento fortificato che può riscrivere la storia della Bassa Mesolcina

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A Roveredo la terra ha parlato. E ciò che ha restituito ha il sapore dell’eccezionale. In località Casclasc, nel cuore della Bassa Mesolcina, sono riemerse strutture monumentali che potrebbero appartenere a un insediamento fortificato dell’Età del bronzo, vecchio di 4’000 anni. Muraglioni spessi fino a tre metri e mezzo, visibili per decine di metri, disegnano dall’alto una struttura poderosa, quasi una porta d’accesso a un passato che credevamo sepolto per sempre.

Grazie al progetto Interreg ArcheoAlps e alla collaborazione con il Servizio archeologico cantonale, un’indagine georadar e un sondaggio diagnostico hanno portato alla luce strutture in pietra e vasellame domestico riconducibile all’Età del bronzo. Non semplici tracce: ma la concreta ipotesi di un abitato organizzato e difeso, in un punto strategico sulle rotte nord-sud verso il San Bernardino e est-ovest verso il lago di Como.

Non è un ritrovamento qualsiasi. È una scoperta che potrebbe cambiare la percezione storica dell’intera regione, rafforzando l’identità culturale e aprendo scenari di valorizzazione turistica senza precedenti. In un territorio oggi sotto pressione edilizia, Casclasc emerge come un baluardo del tempo, un patrimonio da proteggere e raccontare.

Roveredo, ancora una volta, si conferma crocevia di civiltà. E forse, proprio sotto i nostri piedi, custodisce una delle pagine più straordinarie della preistoria alpina.

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