Al dialett spiatarò da Biasca

Con l’allieva Isabella Visetti e il maestro Nicola Ferretti

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“Ra ganàssa l’è garantida, quèl l’è pogh, ma sicür! Stori da cüntaa sü, viscto ch’a gh'ho 47 ann a r'incontrari, an gavréssa bè…”. Risponde così, un po’ dubitativa, all’invito di Dialett in sacocia Alda Fogliani, giornalista e scrittrice, discendente di una vecchia famiglia biaschese e depositaria del “dialett spiatarò”, quello autentico e originale di Biasca. Amante della natura e della montagna, da ragazzina trascorre l’estate sui monti dove aiuta gli zii nella fienagione. Qui impara a riconoscere le piante e le erbe medicinali grazie alla zia Angelica, un sapere per il quale viene considerata una “stria”. Grazie a questa grande conoscenza, contribuisce quale informatrice al volume “La malva tucc i maa la calma”, un’inchiesta a tappeto sull’uso delle piante medicinali e sui rimedi naturali sul nostro territorio, pubblicata nel 2011 dal Canton Ticino.

Alda muove i primi passi come giornalista avviene sulla rivista Il Biaschese, lavora dieci anni per Il Giornale del Popolo, in seguito altri dieci anni per la Rivista Tre Valli ed stata anche collaboratrice esterna de Il Corriere del Ticino. Ha lavorato anche per il giornale Gente Sana, dell’omonima associazione che promuove uno stile di vita in sintonia con la natura di cui è presidente. Alda continua la sua attività di giornalista indipendente e ha di recente ha collaborato come esperta dialettale alla realizzazione del libro dedicato all’opera del poeta biaschese Spartaco Rossi “Gòss in firégna”, uscita alla fine dello scorso anno. Il suo contributo è stato fondamentale, sia per le conoscenze dialettali, sia per il legame con Spartaco, il suo mondo e la sua poesia.

Ospite: Alda Fogliani