I basin da neef

Con l’allieva Isabella Visetti e il maestro Nicola Ferretti

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Cresciuta dialettofona, ma con un “dialetto oscillante” come da sua definizione, Flora Stefanini di Sessa ama scrivere, sia in italiano, sia in dialetto. Nei sui testi dialettali, accoglie le diverse contaminazioni che hanno arricchito negli anni la sua parlata e che hanno dato ai suoi scritti un carattere vivo e coinvolgente, anche se al suo orecchio severo l’hanno resa “incerta” e appunto “oscillante”. Rimane comunque la caratteristica peculiare del dialetto malcantonese dell’uso del rotacismo, ovvero il passaggio alla “r” nell’articolo determinativo e indeterminativo.

La sua produzione dialettale comprende poesie, piccole storielle e aneddoti, traduzioni dall’italiano e testi di canzoni. Fa parte del primo gruppo, del primo “mügetin”, la poesia sul Coronovirus che Flora ci legge e che richiama la sua “ciciarada” con il Coronavirus che ci aveva inviato durante la prima ondata. “Ra vaca da Giuliana” è invece un testo che fa parte del secondo “mügetin”, è una storia dedicata alla sua coetanea e compaesana Giuliana, che Flora accompagnava con piacere quando lei dopo la scuola andava ad accudire la vacca. La lezione si chiude in bellezza con Flora che ci legge ancora una poesia, adatta alla stagione e carica di magia: “I basin da neef”.

Ospite: Flora Stefanini