L’è bü bel

Con l’allieva Isabella Visetti e il maestro Nicola Ferretti

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Maestra elementare in pensione, con alle spalle quarant’anni d’insegnamento a Gerra Piano-Cugnasco, Silvana Cavagna nella lezione di oggi apre il suo scrigno di memorie linguistiche e di vita, uno scrigno dove conserva il “dialett spüdo” di Frasco e i suoi ricordi giovanili in Verzasca, dove trascorreva le vacanze estive e ogni fine settima, salendo in valle dal piano. E alcune riflessioni sul dialetto parlato dai vacanzieri, che “i parlavan in grand”, che parlavano il “dialett di sciori” e sulla scoperta che anche la cultura della gente di valle aveva un valore e una dignità, anche se loro “i èra mia boi a dil”, non erano in grado di riconoscerlo e di dirlo.

“L’è bü bel”, che significa “è stato bello”, è la frase che riassume i suoi anni da ragazza a Frasco, momenti spensierati venati di tristezza con il ricordo della valanga di Frasco dell’11 febbraio 1951, settant’anni fa, quando il fratello maggiore di suo padre morì sotto la neve: “l’è büda”, è stata una disgrazia che la sua famiglia non ha dimenticato.

Ospite: Silvana Cavagna