"Oggni cosa è mal incaminata", diario di Giovanni Anastasia (www.museodelmalcantone.ch/index.php/pubblicazioni)

Oggni cosa è mal incaminata

con l’allieva Isabella Visetti e il maestro Nicola Ferretti

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Oltre due mila pagine e più di quattro mila annotazioni si ritrovano nel diario scritto dal contadino di Breno Giovanni Anastasia tra il 1817 e il 1866. Una testimonianza unica e straordinaria di fatti e vicende dell’Ottocento ticinese, resa da chi normalmente non aveva voce e non aveva confidenza con carta e calamaio, che ora è stata trascritta nell’opera curata dal Museo del Malcantone e dal Centro di dialettologia e di etnografia della Svizzera italiana con il titolo “Oggni cosa è mal incaminata”.

Si tratta di quattro volumi, tre di trascrizione del diario e uno di approfondimento con anche un glossario, che possono essere ordinati sul sito del Museo del Malcantone. Bernardino Croci Maspoli, conservatore del Museo del Malcantone e Giovanna Ceccarelli, collaboratrice del Centro di dialettologia e di etnografia della Svizzera italiana raccontano le particolarità storiche e linguistiche del diario di Giovanni Anastasia che, nato nel 1797 e morto nel 1883, è un esempio di rara longevità per l’epoca, ma anche un osservatore privilegiato su un arco temporale di ampio respiro.

Le considerazioni di Giovanni su fatti storici si alternano alle riflessioni amare sulla vita dura e grama del contadino padre di sette figli, che è anche costretto a emigrare come fornaciaio per sbarcare il lunario. La Storia con la “S” maiuscola, vista e descritta dal basso, si intreccia con quella con la “s” minuscola, individuale e personale, dove la visione pessimista è riassunta nel titolo dell’opera: “Oggni cosa è mal incaminata”.

Ospiti: Bernardino Croci Maspoli e Giovanna Ceccarelli