Solstizio d’estate: quando “u s vòlta al soo”

Con l’allieva Isabella Visetti e il maestro Nicola Ferretti

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Arriva l’estate, finisce l’anno scolastico con le sue lezioni di dialetto e il 21 giugno si celebra il solstizio, un rito di passaggio importante registrato anche nei proverbi della tradizione popolare. Il 21 giugno è anche San Luigi e a Locarno si dice “Par San Lüis u s vòlta al soo” per indicare che le ore di sole cominciano a diminuire e i giorni diventano più corti.

Nella civiltà contadina, dove il tempo era segnato dai cicli della natura, un’altra data importante a cavallo del solstizio è la festa di San Giovanni Battista con i suoi fuochi, simbolo di protezione e di forza. La “nocc da san Giuann” è carica di molti simboli esoterici e religiosi: è la notte in cui si raccolgono le noci per preparare il nocino, ma è anche la notte delle streghe e della rugiada di San Giovanni, che si credeva potesse curare le ragadi, le screpolature della pelle e i calli.

L’estate è anche la stagione delle lucciole, animaletto magico “che al visiga cunt al so ciarìn”, capace di illuminare la notte e di trasformare i prati in cieli stellati. Una poesia di Giovanni Bianconi elenca i moltissimi modi di chiamare le lucciole nei dialetti della Svizzera italiana mentre una leggenda di Neggio spiega il perché della loro luce intermittente. Con la lettura di Mariella Caccia di un suo testo intitolato “Pan e Ghirol, Dialett in sacocia augura a tutti gli ascoltatori e le ascoltatrici una buona estate, a caccia di quei posti speciali dove rimirare le lucciole e sognare ad occhi aperti.