Ta cünti sü na storia

Con l’allieva Isabella Visetti e il maestro Nicola Ferretti

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Maestra elementare in pensione con quarant’anni di insegnamento alle spalle a Mendrisio, Mariella Caccia vive a Rancate ed è cresciuta con il dialetto. Con il marito che parlava il dialetto brianzolo, ha virato sull’italiano, ma ora suo figlio di 29 anni ha riscoperto il dialetto e lo sta recuperando, visto che molti suoi amici lo usano e Mariella si ritrova nei panni di insegnante.

Mariella ama scrivere racconti in dialetto, tutto è iniziato nel 1999, quando partecipò al concorso lanciato da Rete Uno “Gh’è scià al domila” e il suo racconto fu uno tra quelli selezionati e letti in radio. Da allora, Mariella ha continuato a mettere su carta pensieri, ricordi, fatti minuti, descrizioni di luoghi e di avvenimenti della sua infanzia. Storie semplici, frutto della sua dote di osservatrice attenta e sensibile, ma anche di riflessioni ed emozioni tra passato e presente, che l’accompagnano da quando è pensionata e che in questi mesi di pandemia è riuscita ad ascoltare di più.

Pur scrivendo anche in italiano, la lingua prediletta per i suoi brevi racconti è il dialetto, più efficace ed empatico nel coinvolgere i lettori. In fondo, questo meccanismo l’ha già sperimentato a scuola, nel rapporto speciale con i singoli allievi: con quelli dialettofoni giocava la carta di un paio di parole in dialetto e spesso bastava per catturare la loro attenzione e per motivarli a fare meglio.

Ospite: Mariella Caccia