Invito al gran ballo

A cura di di Sabrina Faller

  • Condividi
  • a A

Estate 2020, l’anno della pandemia. Al 66esimo Festival Puccini di Torre del Lago si va in scena e in platea ben distanziati gli uni dagli altri, gli interpreti di "Madama Butterfly" e il pubblico, così come l’orchestra nel golfo mistico. Il grande teatro all’aperto che ospita normalmente 3’000 persone, oggi ne può accogliere soltanto 1’000. Anche gli allievi della Compagnia Nazionale di Danza Storica, fondata e diretta da Nino Graziano Luca, che di danze storiche è fine ed esperto conoscitore, sono emozionati e un po’ preoccupati: danzeranno in palcoscenico prima della ‘prima’, con i loro splendidi costumi ottocenteschi, senza dimenticare di indossare sul viso la mascherina abbinata all’abito e senza contatto fisico, secondo le nuove regole imposte dal coronavirus. E danzeranno la mazurka, la quadriglia francese, alcune danze inglesi del XVII secolo, che hanno provato nella sede di Roma con il loro maestro. Le allieve e gli allievi, mescolati tra loro ci sono anche maestri e collaboratori, coprono ogni fascia d’età, dall’infanzia fino all’età più avanzata passando attraverso l’adolescenza e l’età adulta, e sono accomunati da un entusiasmo palpabile e…contagioso. Questo réportage è un racconto appassionato di quella giornata speciale, attraverso le voci dei partecipanti e la testimonianza di Nino Graziano Luca. Una giornata fatta di prove e di palcoscenico, culminata in platea ad assistere allo spettacolo pucciniano sotto il cielo stellato di agosto.