Natale con il pane bianco

A cura di Nora Roggiani e Alessandro Bertellotti

  • Condividi
  • a A

Rosanna ha quattro anni quando vive sulla propria pelle l’esperienza della guerra. I genitori abitano nella Val d’Ossola, e poco dopo la proclamazione della “Repubblica partigiana dell’Ossola”, nel settembre 1944, l’intera popolazione cerca rifugio in Svizzera in seguito all’azione militare intrapresa dalle truppe fasciste per riconquistare il territorio.

I fanciulli, circa 1500, sono affidati alla Croce Rossa svizzera e distribuiti in tutta la Confederazione. Dopo un lungo e rocambolesco viaggio in treno, Rosanna sarà ospitata e accudita da una famiglia di Cadenazzo. Il legame tra quella bambina e le persone che la accolsero e le diedero un rifugio sicuro nel Canton Ticino è da allora vivo e fortissimo.

Rosanna racconta quei giorni a Nora, una ragazzina incontrata casualmente sul treno delle Centovalli. Il pane ticinese, bianco, invece di quello nero ricavato dalle bucce delle patate, il primo regalo ricevuto, per il Natale 1944, esattamente 75 anni fa, i giorni spensierati dove intorno c’erano sorrisi, allegria e pezzetti di paradiso. Un contrasto formidabile con l’orrore e le atrocità della guerra, un viaggio nei ricordi e nella storia raccontati con gli occhi di una bambina di allora ad una bambina di oggi, con parole e sensazioni destinate a restare incise per sempre nella memoria di entrambe.

Con Rosanna Godio, Nora Roggiani, Alessandro Bertellotti e la classe seconda A dell’istituto scolastico di Ponte Capriasca-Origlio.