Piazza Fontana cinquanta anni dopo

di Valerio Maggio

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Il 12 dicembre 1969 una bomba viene fatta esplodere all'interno della Banca Nazionale dell'Agricoltura a Milano, in Piazza Fontana. L'ordigno è stato portato in banca dentro una valigetta di pelle. Sarà una strage, il numero delle vittime arriverà a 17 e i feriti saranno 88. Lo stesso giorno altre bombe vengono piazzate a Milano e Roma. Gli attentati terroristici saranno in tutto cinque concentrati in un breve lasso di tempo: tre bombe a Roma tra cui una all'Altare della Patria, una seconda bomba a Milano in piazza della Scala.

"La strage di Piazza Fontana è stata definita la madre di tutte le stragi. Ha segnato una cesura nella nostra storia e l'inizio di un periodo buio del nostro paese", racconta Fortunato Zinni che quel 12 dicembre lo ricorda bene perché era nella Banca Nazionale dell'Agricoltura, dove lavorava.

L'attentato di Piazza Fontana apre una lunga stagione di indagini, false piste, depistaggi e coperture ad opera dei servizi segreti italiani. Un labirinto di luci e ombre dove si cerca di far perdere la verità.

Alla prima pista che si apre, quella anarchica, nel corso degli anni si affiancherà quella che si conferma essere la vera pista, la pista nera, che trova i responsabili in alcuni esponenti del gruppo Ordine Nuovo. "Queste cellule di Ordine Nuovo sono responsabili, come emerge dalle indagini, degli attentati, e non solo di Piazza Fontana ma anche di tutti gli attentati del 12 dicembre e di tutti gli attentati preparatori che avvennero nei mesi precedenti”, spiega Guido Salvini che è stato fin dagli anni '80 giudice istruttore a Milano e ha riaperto le indagini su Piazza Fontana.

A distanza di cinquanta anni da quel 12 dicembre 1969 questo documentario, attraverso la voce di Fortunato Zinni, Benedetta Tobagi e Guido Salvini, vuole ripercorrere le tappe, il percorso che fa la verità all'interno dei processi prima di venire alla luce, riflettere sui depistaggi e le responsabilità della politica e dei servizi segreti, cercare di capire che fine ha fatto la memoria.

 

Per il prezioso materiale di archivio relativo ai processi e all'intervento di Valpreda sono stati utilizzati gli archivi di Radio Radicale.