Domenico Fontana

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Che un uomo di Melide fosse stato così influente nel fare di Roma e Napoli quello che sono oggi lo sanno forse in pochi a Melide, e quasi nessuno a Roma e Napoli. Eppure Domenico Fontana è molto importante nella storia non solo dell’architettura, ma soprattutto dell’impresa urbanistica, per ciò che sperimentò e fece, tra il 1500 e il 1600, in quelle che erano le capitali della Chiesa e del regno più potente dell’impero spagnolo. I docenti Concetta Restaino, Sergio Villari e Paolo Mascilli Migliorini, quest’ultimo anche direttore del Palazzo Reale di Napoli, ricordano il percorso di Fontana prima a Roma, alla corte del dinamico e discusso papa Sisto V°, e poi a Napoli, dopo essere stato ingaggiato dai viceré spagnoli. Ovunque Fontana sbaragliò la concorrenza, grazie alla sua personalità, ma soprattutto a una concezione moderna dell'edilizia. Infatti, si dimostrò ovunque un eccezionale organizzatore dei cantieri, abilissimo nel coinvolgere e far operare al meglio le maestranze in ogni fase dei lavori. Tra le varie opere-capolavoro realizzate, o sulle quali è intervenuto, a Roma si ricordano soprattutto gli obelischi e a Napoli il Palazzo Reale. Nel “Laser” odierno non si omettono le sue ombre, come le accuse di peculato che subì a Roma o le critiche d’insensibilità verso le magnificenze del passato vista, ad esempio, la sua indifferenza di fronte alle rovine di Pompei, venute alla luce durante la costruzione di un acquedotto. E comunque Domenico Fontana rimane un “grande”, il grande di Melide, che va giustamente ricordato.

Libri presenti nel catalogo del Sistema bibliotecario ticinese (Sbt) 

Ostinelli, Simona. Domenico Fontana (1543-1607): itinerari di architettura a Roma e Napoli. Guida storico-artistica. Silvana Editoriale, 2009

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Prima emissione 18 novembre 2020