I giovani e la scrittura, quando un attimino… non basta

con Antonio Bolzani

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Tra i molti obiettivi della scuola elementare e media, c’è quello di insegnare a scrivere bene, o almeno correttamente. È noto quanto sia complicato per i giovani di oggi scrivere senza errori: gli insegnanti devono quindi cercare di individuare e risolvere i problemi affinché gli allievi possano trovare le parole e la forma corretta per esprimere i loro pensieri in modo chiaro. Cosa possono fare allora i genitori per allenare i loro figli a scrivere bene ? Quali stimolanti strategie si possono adottare per orientarsi tra schemi, stili e registri differenti che permettono di produrre qualsiasi tipo di testo ? Partendo da questi due interrogativi nella trasmissione odierna, grazie al contributo di due esperti, si farà il punto sia sulla qualità e la quantità (quanto scrivono a scuola ?) della scrittura dei giovani sia sulle difficoltà riscontrate ad esempio nell’ortografia, nella sintassi e nella costruzione del testo, nella punteggiatura, nel lessico e nei registri linguistici; e sulle potenziali insidie o opportunità -per la scrittura classica- delle nuove tecnologie e dei nuovi mezzi di comunicazione che prevedono una scrittura “digitata”. Sul presunto scadimento delle competenze linguistiche e sulla dimestichezza dei giovani a scrivere correttamente dei testi appartenenti a tipologie e generi ben definiti si soffermano Simone Fornara e Luca Cignetti, docenti e ricercatori alla SUPSI, da anni impegnati nell’ambito della didattica dell’italiano ed autori del libro, fresco di stampa, “Il piacere di scrivere. Guida all’italiano del terzo millennio” (Roma, Carocci editore, 2014).