Primo maggio, uno sguardo critico… alle lingue del lavoro

Con Antonio Bolzani

martedì 01/05/18 13:00
Teamwork, Gruppo di persone, multietnico competenza sul lavoro di squadra, Riunione, Riunione commerciale, Lavoro di squadra, Affari, Aspirazione Primo maggio, uno sguardo critico… alle lingue del lavoro, 01.05.18

 

Primo maggio, festa del lavoro o dei lavoratori: nella consulenza ci agganciamo alla data odierna per parlare della lingua, o meglio delle lingue del lavoro. Quali sono? L'aziendalese, il burocratese, il linguaggio tecnico dell'amministrazione e soprattutto l'inglese. Siamo in effetti di fronte a una tendenza, apparentemente inarrestabile, all'utilizzazione prevalente o esclusiva dell'inglese, sia in ambito universitario sia in ambito aziendale, anche quando non ve ne sarebbe necessità, quasi che si considerasse l'italiano una lingua residuale. L’uso scriteriato, generalizzato e spesso acritico dell'inglese è un fenomeno che riguarda molte nazioni ed è quindi giusto interrogarsi sui rischi e sulle derive linguistiche di questa sempre più consolidata scelta e abitudine. Ne parliamo oggi con i nostri esperti. Spazio poi, come sempre, alle domande del pubblico e alle parole del “Radiobolario”. Oggi in evidenza tre vocaboli: “funzionare”, “furbo” e “furia”.

Ospiti:
Gerry Mottis, docente di italiano alle Scuole Medie di Roveredo Grigioni e scrittore
Prof. Giuseppe Patota, docente di Linguistica italiana presso l’Università di Siena-Arezzo, accademico corrispondente della Crusca e socio corrispondente dell'Accademia dell’Arcadia
Giovanni Belardelli, professore ordinario e vice direttore al Dipartimento di scienze politiche all’Università degli Studi di Perugia

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