Less is more, vivere meglio con meno

di Michela Daghini

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Parliamo di orientamenti diversi, per una vita più semplice e più appagante, con soddisfazioni durature, eliminando il superfluo per una felicità più profonda e piena. Certo ognuno di noi trova il proprio equilibrio in modo diverso ma ci sono linee generali che accomunano la conquista del nostro benessere, studi e ricerche lo confermano. Naturalmente ci vuole una scelta precisa per andare in controtendenza in un’epoca improntata al consumismo che ci spinge alla competizione, all’instancabile ricerca del riconoscimento sociale e di tutto ciò che lo rappresenta, e quindi i consumi, il lusso, e tutto ciò che socialmente conferma il nostro successo, almeno per quanto riguarda un Occidente perlopiù benestante. Le neuroscienze ci dicono però che le soddisfazioni legate ai successi materiali sono destinate a durare poco. Se si fonda l’autostima sul successo, ci si ritrova a rincorrere sempre qualcosa, perché non basta mai. Si chiama Tapis roulant edonico, la teoria che ci dice che si torna sempre a un livello di felicità di base, indipendentemente dai successi materiali e dai riconoscimenti ottenuti. Così, sempre più persone decidono di fare una scelta diversa. Già da tempo infatti, soprattutto negli Usa si è imposto il Minimalismo, quel minimalismo esistenziale che valorizza uno stile più essenziale, affermando quanto sia più bello e salutare vivere eliminando il superfluo, concentrando l’attenzione su ciò che ci fa stare bene davvero, coltivando le relazioni e gli affetti, godendo delle piccole cose. E poi non da ultimo c’è l’aspetto ambientale, ridurre i consumi non solo fa bene al Pianeta ma diventa indispensabile visto che ormai siamo in troppi.
Ne parliamo con il francescano Paolo Benanti, Professore alla Pontificia Università Gregoriana, che ha fatto dunque della povertà una scelta e il suo stile di vita; con la psicologa e psicoterapeuta Cinzia Pusterla; con il filosofo della scienza Armando Massarenti.