Femminismo 2.1: perché le donne tornano a mobilitarsi

A cura di Rossana Maspero

lunedì 11/02/19 21:05
Femminismo 2.1, Pima parte

 

Le donne, anche le più giovani, tornano in piazza per chiedere, protestare, dimostrare ma anche per contarsi e discutere.  Da dove l’esigenza di mobilitarsi e il fiorire di movimenti e collettivi nati e cresciuti in questi ultimi anni da Metoo a nonunadimeno a Io l’8 ogni giorno

E perché nel 21esimo secolo - quando le apparenze ingannandoci lasciano credere che almeno nel mondo occidentale i diritti maggiori siano stati conquistati - si assiste invece ad un massiccio ritorno in piazza di donne (ma anche di uomini) che a vario titolo chiedono maggiori diritti, parità di genere e più rispetto?

Dove si sono fermate le conquiste salariali, la parità di diritti sul lavoro, in famiglia, nella società alle nostre latitudini e in altri paesi; a che punto siamo?

Le donne, anche le più giovani, hanno capito che i diritti -se mai conquistati- non sono per sempre: perché i diritti come la democrazia vanno custoditi e difesi giorno per giorno.

Anche da qui potrebbe prendere le mosse una riflessione su quale sia l’immagine della donna e dell’uomo del secondo millennio, quale siano la natura e le motivazioni di una nuova sotterranea ribellione in corso, spingendoci magari incautamente anche a qualche congettura e riflessione su quale sia e come si possa definire l’identità maschile e l’identità femminile.

Ne parliamo con Gabriela Giuria, attivista per i diritti umani, collabora con la Fondazione Diritti Umani a Lugano, Simona Arigoni, segretaria dell'Associazione Inquilini - ambedue attiviste del collettivo “Io l'8 ogni giorno", e Bruno Balestra, giurista, master in neurolinguistica e neuro-semantica, avvocato, docente, ed ex magistrato penale. In studio commentiamo poi alcune dichiarazioni significative di Francesco Piccolo, scrittore e sceneggiatore autore di “L’animale che mi porto dentro” Einaudi editore.

Un'estate con la RSI

Seguici con
Altre puntate