Il mestiere invisibile

Con Sarah Tognola

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È un'arte particolarmente misteriosa e affascinante. In Italia sbocciò subito dopo la seconda guerra mondiale; Mussolini durante i venti anni di dittatura proibì infatti l’importazione di tutti i film stranieri. La prima generazione di doppiatori s’impose proprio in questo periodo con voci diventate storiche come quella di Emilio Cigoli, Rosetta Calavetta (doppiatrice di Marilyn Monroe), Tina Lattanzi (voce di Greta Garbo e Joan Crawford).

Negli anni ottanta, con la nascita delle tv private, in Italia ci fu il boom del doppiaggio.

Oggi il doppiatore presta la voce anche a personaggi non rappresentati da attori reali, o fa da “voce fuori campo” come messaggi radiofonici o cartoni animati e videogiochi.

Ma come si diventa doppiatori? Oltre ad avere una voce bella e versatile, quali qualità personali bisogna avere? E cosa, secondo voi, non si dovrebbe mai doppiare?

Una serata con i doppia(t)tori: Claudio Moneta, Pietro Ubaldi, Maurizio Trombini. Mentre in collegamento telefonico da Roma ascolteremo le voci di Carlo Valli e Cristina Giachero