La flânerie, o del piacere di perdersi e andare senza meta

Con Rossana Maspero

domenica 17/03/19 21:05
La flânerie, o del piacere di perdersi e andare senza meta, Prima parte

 

Viviamo una quotidianità iperorganizzata ed ottimizzata, dove l’agenda del progresso e delle ambizioni detta anche i passatempi e dove non c’è spazio per l’ozio; e dunque esiste ancora la figura ‘800esca e tardoromantica del flâneur? Quel perditempo trasognato che bighellona nel tempo e nello spazio senza meta e senza scopo?

Siamo ancora capaci di perderci nei nostri ogni e pensieri, tra i vicoli di una città, o in un viaggio che -come diceva Baudelaire- ci veda viaggiatori e non turisti?

Il flâneur vive il presente e le opportunità che questo gli mette di fronte meglio di chiunque altro oppure la mancanza di progetti e direzione lo rende dispersivo e inconcludente? L’unica ricchezza di cui deve essere provvisto il flâneur è il tempo, ma cosa distingue flânerie dall’ozio? E come si concilia lo spirito del flâneur con il mondo moderno?

Di questo ed altro parliamo con Roberto Bernasconi, poeta e performer; Claudio Visentin, ideatore e presidente della scuola del Viaggio a Milano, docente di Storia del turismo all’Università della Svizzera italiana, che collabora al supplemento domenicale del Sole 24 Ore; Antonio Ballerio, regista, attore di teatro e cinema; e al tel Giuseppe Scaraffia, docente di letteratura francese all’Università di Roma e studioso del costume tra ‘700 e ‘800.

 

Guarda che luna!

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