Non è un mondo per ipersensibili

Con Rossana Maspero

domenica 05/05/19 21:05
Non è un mondo per ipersensibili - Prima parte, Liberamente 5.5.2019

 

In un mondo dove tutto è pantografato, esposto, ed eccessivo, in cui chi urla, chi si mette in luce, chi prevarica e chi si esibisce vince, l’ipersensibilità è un dono sottovalutato, tanto da apparire un difetto!

La delicatezza, l’intuizione e l’osservazione silente dell’altro sono scambiate per debolezza; eppure mai come oggi avremmo bisogno di imparare la grammatica dell’ascolto, di una sorta di educazione sentimentale e disponibilità difronte all’altro. E non c’è dunque dubbio che le persone sensibili e ipersensibili abbiano oggi come ieri vita dura.

L’ipersensibilità è dunque un dono o un problema? In che misura e come incide sulla nostra quotidianità? Quali professioni impongono una distanza emotiva? Come può un chirurgo o un oncologo affrontare il dolore del paziente creando distanza e garantendo al contempo comprensione e umanità? E per converso: è vero che gli artisti sono più sensibili e ipersensibili, come vuole la vulgata? L’ipersensibilità può essere patologica?

Ne parliamo con Nando Snozzi, pittore e direttore dell’Atelier Attila,  Renato Martinoni, scrittore e professore emerito delle Università di San Gallo e Cà Foscari di Venezia, Simona Spinedi Schöpf, psicoterapeuta cognitivo-comportamentale e Dr. Antonello Calderoni, oncologo.

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