Raccontare è resistere

A cura di Rossana Maspero

venerdì 18/05/18 09:30
Librintasca ve.18.05.2018 Intervista integrale a Marco Balzano

La copertina di "Resto qui" per  Einaudi ci porta immediatamente sul luogo del racconto del romanzo di Marco Balzano: un campanile che emerge dalle acque del lago, un’immagine estraniante che dice di un paese sommerso e soppresso e una comunità cancellata dagli eventi che ha dovuto lasciare casa.

Siamo a Curon nel Sudtirolo, terra di confine e di lacerazioni identitarie incuneata tra Svizzera e Austria, dove anche la lingua materna è stata cancellata quando Mussolini ha messo al bando il tedesco. È a quel punto che testimoniare e raccontare diventa vitale resistenza.

La voce è quella di Trina, giovane madre e maestra doppiamente mutilata: sia nella sua identità comunitaria sia perché ha perso la figlia fuggita con gli zii senza lasciare tracce.

Da allora non ha mai smesso di raccontare e scrivere nella speranza e condizione che le parole trovino la loro strada. Gli anni passano: la guerra porta Trina in montagna al seguito del marito disertore, poi ad assistere impotente alla costruzione della diga che inonderà le case e le strade del paese.

Marco Balzano in “Resto qui” racconta attraverso la voce la di Trina, e una storia di resistenza che passa attraverso la narrazione.

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