Abitare la comunità: progetti di quartiere

Con Rossana Maspero

giovedì 02/08/18 11:05
complesso abitativo, parco giochi, cohousing Abitare la comunità: progetti di quartiere, 02.08.18

“Kasas” nelle lingue indoeuropee significava abitazione, rifugio ma anche curiosamente tappeto.

All’inizio dunque era una casa nomade, un perimetro che separava la polvere dallo spazio coperto, protetto e caldo; lo spazio in cui l’uomo poteva riposare, cercare sicurezza e serbare il minimo indispensabile per vivere. E se da un lato è sempre stata nido, spazio privato, luogo dell’intimità, dall’altro è anche luogo di ritrovo e di condivisione, di protezione dal mondo ma anche di socializzazione e interazione. Collegando abitazione con abitazione, tra spazi comuni e luoghi appartati, nei secoli l’umo ha creato delle comunità, organismi che respirano all’unisono con chi le abita. E il modo di abitare è nei secoli cambiato come è cambiato l’uomo e la società perché la casa racconta di noi, dei nostri valori e dei nostri desideri.

Con l’Arch. Massimo Mobiglia, docente e ricercatore presso l’SUPSI, con il Prof. Luca Molinari e con Felicia Lamannuzzi, Architetto e Presidente dell’associazione “Microcittà” ci chiediamo cosa significhi nel XXI° secolo il termine comunità, come si sia trasformata la vita di quartiere e che rapporti instauri con il territorio; e se tenga oggi conto dei bisogni individuali da un lato, della dimensione pubblica dell’abitare dall’altro. Come dunque ritessere la comunicazione tra chi costruisce e chi abita in un mondo che ha vieppiù perso la dimensione collettiva?

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