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Energia, una fattura sempre più cara?

Con Isabella Visetti

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Un rapporto sulla sicurezza dell'approvvigionamento elettrico prefigura uno scenario allarmante per la Svizzera che, nella versione meno favorevole, dal 2025, sarebbe confrontata con poca elettricità disponibile. Ha destato scalpore il video, disponibile sul sito dell'Organizzazione per l'approvvigionamento di corrente elettrica in situazioni straordinarie (OSTRAL), dove il ministro dell'economia Guy Parmelin invita le aziende e i grandi consumatori di elettricità a prepararsi a questa carenza di energia, che costringerebbe le fabbriche a produrre di meno e le aziende nei diversi settori a ridurre i loro servizi.

Al rischio di un blackout, che si stima costerebbe tre miliardi al giorno, si aggiungono le preoccupazioni sui prezzi dell’energia schizzati verso l’alto, con le loro ricadute negative per i consumatori e per la ripresa economica post pandemia. C’è chi dice che si dovrebbe rivedere la Strategia energetica 2050 e non abbandonare l’energia nucleare; c’è chi ribatte che si dovrebbero sfruttare meglio le possibilità offerte dall’aumento dell’efficienza energetica, che è uno dei pilastri della stessa strategia, per ridurre i consumi. Ma, in concreto, a che punto siamo nell’uso di energie rinnovabili da parte delle economie domestiche? Quali le soluzioni pratiche che hanno i consumatori per riscaldare le proprie case in modo più efficiente? La politica degli incentivi finanziari per il risanamento degli edifici è efficace? I consumatori saranno confrontati con aumenti del prezzo dell’elettricità? Questi aumenti, se contenuti, potrebbero favorire il ricorso a energie rinnovabili con un prezzo più stabile?

Ne parliamo con:
Cristina Gardenghi, ingegnera ambientale e gran consigliera dei Verdi
Giovanni Leonardi, ingegnere, presidente del consiglio di amministrazione dell’Azienda elettrica ticinese (AET)
Paolo Rossi, ingegnere, direttore dell’Azienda elettrica di Massagno (AEM)