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Magistratura e magistrati, quando certe discutibili scelte incrinano la credibilità e l’immagine

Con Antonio Bolzani

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L'attuale periodo non è dei più felici per la magistratura ticinese, confrontata con una serie di problemi e di scelte discutibili che stanno animando il dibattito politico e disorientando l'opinione pubblica, scettica e perplessa su certe procedure adottate da alcuni magistrati e dal Consiglio della Magistratura che, dopo aver dato un preavviso negativo per la rielezione di cinque procuratori pubblici, due dei quali valutati in modo impietoso e severissimo, si è trincerato dietro un silenzio per certi versi inspiegabile e molto sorprendente. Certo, la separazione dei poteri prevede l'indipendenza del potere giudiziario ma dal momento che del rinnovo delle cariche dei procuratori pubblici se ne dovrà occupare il parlamento ticinese che è l'autorità di nomina e la commissione "Giustizia e diritti" del Gran Consiglio che deve disporre della documentazione e degli elementi di prova per formulare consapevolmente e con cognizione di causa le proposte di elezione all'indirizzo del plenum del legislativo, si fa davvero fatica a comprendere l'atteggiamento del Consiglio della Magistratura. Per cercare di orientarci e di capire come la magistratura potrà uscire da questa delicata e spiacevole situazione, ridando un'immagine migliore a tutto il nostro potere giudiziario, nell'edizione odierna di Millevoci cerchiamo di far luce su quanto sta succedendo e su quali potrebbero essere le strade percorribili per ridare credibilità all'intero nostro sistema giudiziario.

Ospiti:
Natalia Ferra, avvocata
Mario Postizzi, avvocato
Andrea Manna, giornalista de "LaRegione"