Sostiene Ravera (3./3)

Incontro a cura di Michela Daghini

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Incontriamo Lidia Ravera, che in 32 romanzi di successo ha saputo portare avanti con sguardo inedito il racconto generazionale di questi decenni. Le parole le sa usare eccome, e cavalca con disinvoltura imprese e sfide editoriali disparate. Narrativa ma anche una sessantina di sceneggiature, migliaia di articoli, e poi radiodrammi, novelle, e libri per bambini. Dal felice esordio con il sessuo-diario cult Porci con le ali, longseller scritto a vent’anni che le ha regalato fama internazionale, a Tempo con bambina, che narra un altro modo di essere nonne, quello delle ragazze del Sessantotto; da L'amore che dura, una passione nata al tempo della rivoluzione femminista, fino alla quadrilogia sul passare degli anni, con Il terzo tempo, che dà il titolo anche alla neonata collana Harmony sull’eros felice dopo i 60. Per affermare che si continua a vivere e a innamorarsi, anche più di prima. E ribadirlo, dice, è un gesto politico. Romanzi che hanno raccontato i cambiamenti sociali, storico-politici e culturali tra individuale e collettivo, con attenzione anche al femminile. Sempre ribaltando gli stereotipi, spesso con ironia e autoironia. Emozioni, scoperte, paure, vissuti e fragilità personali che diventano universali, come in Avanti, parla (Bompiani 2021), il suo lavoro più recente che in questi giorni approda in Germania. “Perché la condizione umana è la stessa per chi scrive e per chi legge”