Puntid, Valle Bavona (TiPress)

La STAN e la difesa del patrimonio naturale e architettonico

Con Antonio Bolzani

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Incontro con il presidente Tiziano Fontana.

I beni culturali sono i testimoni del nostro passato, sono elementi della memoria collettiva, abbelliscono l’ambiente e hanno un indiscutibile interesse pubblico: la loro importanza storica, sociale ed evocativa è riconosciuta da tutti e soprattutto dalla Società ticinese per l’Arte e la Natura, la STAN, che dal 1908 è attiva in Ticino nell’ambito della divulgazione della conoscenza del patrimonio architettonico e paesaggistico, dell’educazione al suo rispetto e dell’inserimento armonioso dei nuovi manufatti nei tessuti esistenti.

Negli ultimi anni, l’associazione si è impegnata soprattutto per la salvaguardia di edifici storici minacciati: dai grandi alberghi come il Palace di Lugano, il Grand Hotel di Locarno, alle ville dei primi del Novecento, come Villa Stauffer Frizzi a Lugano-Montarina, alle testimonianze di edilizia rurale, di archeologia industriale, come il deposito Usego di Bironico, dell’architetto Rino Tami; ma anche di giardini storici: le alberature di piazza Simen e dell’ ex-ginnasio a Bellinzona, gli ippocastani di via Lambertenghi a Lugano e tanti altri casi. Quando si tratta di preservare, proteggere, conservare, difendere, tutelare e, talvolta, anche ricorrere la STAN, insomma, c’è e si vede o si sente; la sua attività e il suo impegno, da qualcuno, sono però visti come un freno e un ostacolo al progresso o ai singoli interessi di privati cittadini. Inoltre, tra le critiche che alcuni muovono alla STAN, vi è quella dell’eccessiva nostalgia a preservare e a guardare sempre indietro, frenando così ogni progetto innovativo, moderno e all’avanguardia.

Insomma, in un ambito come quello del patrimonio naturale e architettonico il dibattito è perennemente acceso, le opinioni divergono e i conflitti più frequenti sono quelli che oppongono pubblico e privato. È per esempio possibile mettere sotto protezione un bene culturale di proprietà privata, impedendo in tal modo al proprietario di disporne a suo piacimento. Spesso, però, si scontrano anche interessi pubblici divergenti, ad esempio quando si tratta di demolire un monumento per far posto alla costruzione di una strada. Su quanto ha fatto, sta facendo e farà la STAN ci soffermiamo oggi con Tiziano Fontana, da quasi un anno nuovo presidente di questa società.