Michael Llamas, dentro e oltre l’ospedale “La Carità” di Locarno

Con Antonio Bolzani

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Quel suo accorato appello televisivo del 19 marzo scorso, in piena emergenza pandemica, è oramai entrato nella memoria collettiva della Svizzera italiana: "Tutto è nelle mani dei ticinesi. Seguite le indicazioni, state a casa, o il picco sarà alto e doloroso. È strano ma a decidere cosa ci aspetta sarà la stessa comunità ticinese", disse quella sera a Falò il dottor Michael Llamas, direttore sanitario e viceprimario di medicina intensiva all’ospedale La Carità di Locarno, uno dei centri di riferimento per la cura dei pazienti che avevano contratto la malattia.

Il dottor Llamas, che con la sua équipe, in quei difficili, intensi e drammatici mesi lavorò in trincea e al fronte sia per organizzare al meglio la sua struttura ospedaliera sia per curare i molti pazienti che quotidianamente arrivavano da tutto il Ticino, ci racconta e si racconta, soffermandosi sulla sua professione, per molti quasi una missione e una vocazione; su quei mesi di fatiche eccezionali e straordinarie, di decisioni da prendere velocemente e di speranze, mesi trascorsi in trincea accanto ai pazienti e lontano dai riflettori; e sulla sua vita fuori dalla “Carità” quando si toglie il camice e “stacca la spina”.