(iStock)

Animalità nell’umano

di Michela Daghini

  • Stampa
  • Condividi
  • a A

La relazione, l’interazione, ma anche il corpo, e il desiderio. Quanto conserviamo, quanto abbiamo in comune, con l’animale non umano, e quanto invece abbiamo appreso, nel nostro lungo percorso evolutivo? Dispiegando le ali gli uccelli ci hanno mostrato la dimensione del volo, dell’ascendenza. Attraverso il canto ci hanno ispirato la musica, e attraverso i riti di corteggiamento, la danza. E ancora oggi ispirano la moda, attraverso la meraviglia di colori e geometrie, di piumaggi, striature e maculati. Fin dalle più antiche testimonianze artistiche, le pitture rupestri, riportate sulle pareti di grotte risalenti alla preistoria a partire dal Paleolitico, l’uomo si rappresenta con gli animali. I soggetti più comuni sono i grandi animali selvaggi, come buoi, e bisonti, ma anche maiali e piccoli bufali d’acqua. E ci interrogano ancora oggi su quale rapporto esistesse ed esiste tra noi e le alterità non umane, e su quale valenza abbiano i corpi. “Essere nel mondo significa riconoscere il legame che unisce l’esperienza dell’individuo al tutto, sia in senso spaziale, verso l’intera natura, sia temporale, verso ciò che ci ha preceduto, per le forme viventi che ancora albergano, incredibilmente vive, in noi”. Sono le parole del filosofo e antropologo Roberto Marchesini. Dal rapporto con gli animali nel percorso evolutivo, proviamo a riflettere anche su quali istinti conserva, dell’animale, l’essere umano, e quali pulsioni ha dovuto invece sacrificare, come già ci aveva avvertito Freud, per convenzione sociale. Un adeguamento alla vita sociale che ci ha allontanato dal mondo naturale e da dimensioni altre, frequentate ancora oggi invece dalle culture sciamaniche. E poi il ruolo della domesticazione, che si è trasformato in forme estreme che della convivenza conservano solamente lontana memoria.

Ne parliamo con due grandi studiosi, per la prima volta a dialogo, lo psicoanalista Luigi Zoja, già presidente dell’International Association for Analytical Psychology, e il filosofo e zooantropologo Roberto Marchesini, che da anni dedica la sua ricerca soprattutto alla relazione uomo-animale, al tema del corpo, e alla nozione di cultura come frutto della relazione uomo-animale.