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Narciso sono io!

di Michela Daghini

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Il tema del narcisismo suscita interesse da sempre. Da un lato il mito che non smette di affascinarci, e dall’altro le articolazioni psicologiche della cultura del Novecento, da Freud ai nostri giorni, e la critica sociale che lo colloca in un clima culturale collettivo che favorisce la fioritura di questa inclinazione. Negli ultimi decenni il tema è stato affrontato con sguardi nuovi, anche alla luce della reale esistenza di un disturbo narcisistico specifico. E oggi il termine è entrato nel lessico comune e mediatico per indicare un’attitudine egotica, nella vita sociale, politica, ma anche lavorativa e relazionale di coppia. All’argomento, lo studioso Fabio Madeddu, professore ordinario di Psicologia clinica all’Università di Milano-Bicocca, ha dedicato molta parte della sua ricerca scientifica e un libro, I mille volti di Narciso. Fragilità e arroganza tra normalità e patologia (Raffaello Cortina Editore, 2020). E ci aiuterà a indagare alcuni aspetti del tema, nelle sue manifestazioni, nelle sue diverse declinazioni - dal “piacere di esercitare potere sull’altro, trasformato in oggetto e privato di umanità” alla mancanza di empatia che, assieme allo sfruttamento interpersonale acquista più evidenza, con le diverse implicazioni anche su chi si relaziona ad un soggetto narcisista. L’aspetto clinico, sociale, ma anche quello culturale e filosofico. Il narcisismo e lo sguardo rivolto a noi stessi come idea che si contrappone a quella di ecologia globale e di apertura, di attenzione al mondo, all’altro, del prendersi cura degli altri, tra coscienza individuale e collettiva. Uno sguardo altrettanto importante che seguiremo con la filosofa Lina Bertola, con particolare attenzione alla mitologia, in particolare alle Metamorfosi di Ovidio e alla sua filosofia della natura. Di narcisismo parliamo anche con la nota scrittrice Lidia Ravera, autrice del recente romanzo Avanti, parla (Bompiani) in cui la protagonista, Giovanna, si trova alle prese con un narcisista brillante e fatuo che lavora ad una sorta di elisir di lunga vita, in una scommessa narcisistica con l’immortalità. E con uno sguardo alle neuroscienze, si unisce alla discussione e torna nelle Tre case il filosofo Armando Massarenti.