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Nuovi media, complicazioni nuovissime!

di Michela Daghini

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Da qualche anno ci avvertono, sociologi e psicoanalisti. New media, le infinite possibilità di connessione, ma anche un accesso facilitato a contenuti spesso scadenti, presentano una serie di risvolti inediti nella nostra società. Social media, smartphone, ma anche l’esplosione della pornografia e la sua fruizione in età ormai sempre più bassa - si parla anche di scuole elementari - portano una complessità tutta nuova per la vita psichica.

Con quali influenze sul nostro approccio al quotidiano, agli affetti, alla sessualità, e con quali ripercussioni sui processi relazionali, cognitivi, sugli incontri, il desiderio? Le ricadute soprattutto sulle nuove generazioni sono devastanti, spiega lo junghiano Luigi Zoja: incapacità di gestire le relazioni reali, indecisione nel definire l’orientamento sessuale, sempre più ritardo nei primi rapporti con un partner per difficoltà di approccio all’altro sesso che vuole nella visione distorta della pornografia donne sempre disponibili e sottomesse e uomini super machi. Ma anche calo generale del QI e della sessualità, non solo nelle nuove generazioni. E poi selfie e foto super filtrate, modelli inarrivabili, che producono senso di inadeguatezza, insicurezza, isolamento, disturbi dell’alimentazione, e depressione.
Le ricadute soprattutto sulle nuove generazioni sono diverse e ci dicono molto sul nostro contemporaneo. Secondo gli studi, nei prossimi anni ci confronteremo con una serie di problemi psicologici che non conosciamo ancora e che iniziamo a vedere adesso.

Tra psicoanalisi e filosofia, cerchiamo di saperne di più, e di capire quali sono le nuove sfide della psiche nel terzo millennio. Per discuterne, con noi in studio, lo psicoanalista di chiara fama Luigi Zoja, la filosofa Barbara Carnevali che insegna estetica sociale dell’École des hautes études en sciences sociales di Parigi, e Jacopo Greppi, studente di cinema a Losanna, testimone e portavoce delle nuove generazioni in questa discussione sui new media.

E per uno sguardo filosofico ai piccoli e grandi dilemmi del quotidiano, come sempre la rubrica Aspettando i barbari, con il filosofo Armando Massarenti.