Elogio della Follia

Nel centenario dell’Orlando furioso (1516-2016)

7 incontri pubblici: dal 10 maggio al 18 ottobre 2016

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Un singolare e significativo kairós vede coincidere nel 2016 il centenario della morte di due padri della modernità, Cervantes (1547-1616) e Shakespeare (1564-1616) e il centenario della prima edizione, a Ferrara, dell’Orlando furioso di Ludovico Ariosto. Da Orlando ad Amleto, a Don Chisciotte, la follia è limite e orizzonte, condizione e mito fondativo del moderno. In quell’abbraccio tra malinconia e creazione artistica e letteraria magistralmente illustrato da Jean Starobinski in “L’inchiostro della malinconia” (Einaudi).

In omaggio, RSI Rete Due e l’Istituto di Studi italiani organizzano un ciclo di sette incontri, dedicati alla tradizione letteraria e artistica della follia. Eponimo Erasmo, con il suo Elogio della follia, 1506. A snodo, fra Cinquecento e Novecento, fra modernità e contemporaneità, la tradizione musicale: «follia», antica danza, sarabanda, melodramma…

Da Erasmo (Carlo Ossola) ad Ariosto (Lina Bolzoni), al Tasso (Giacomo Jori) e, attraverso la musica (Carlo Piccardi), da Dino Campana (Gianni Turchetta) ad Amelia Rosselli (Antonella Anedda), sino ad Alda Merini (Fabio Pusterla), si leggeranno quegli autori italiani ed europei che hanno attraversato il tempo:

«Che il tempo miserabile consumi me e tutte le mie tristezze
che la tristezza sia il panforte delle giornate, che la
noia cada nel vuoto questo non è che un grattacielo
»

per trarne, anche nell’ora più cupa, «ponti inavvertiti», come scrive ancora Amelia Rosselli:

«Fosse stato più facile spartirti,
nella quiete impazzita o pomeridiana…

ed ora costruisco ponti inavvertiti
le mie pantofole trattenute nell’armadio
gli altri che m’inflatano
quella luna così cara
scansarsi inequivocabilmente!

La luna-boom, il mio danaro…» 

 

Approfondimenti paralleli

Viaggio fra i documenti delle teche RSI

L'immagine della follia ha subito profondi mutamenti nel corso della storia, in funzione della situazione culturale, sociale, religiosa, politica o scientifica. La follia è stata spesso ritenuta portatrice di verità scomode, di denuncia dell'assurdità del vivere quotidiano; ha ricordato all'uomo l'esistenza di un mondo istintivo, oscuro, che la ragione invano ha cercato di tacitare. Talune società hanno escluso e spesso ucciso il folle, altre ne hanno fatto un saggio.

Al tema della follia, la RSI ha dedicato numerosi approfondimenti. Una selezione di questi contributi viene offerta in questa galleria di video. Alle riflessioni di tipo artistico, filosofico e sociologico, si accompagnano le testimonianze dirette, di chi ha vissuto il baratro della follia, specchiandovisi dentro. Assolutamente imperdibili, in questo senso, sono le riflessioni di Mario Tobino, psichiatra e scrittore fra i maggiori del Novecento, per 40 anni direttore dell’l'Ospedale Psichiatrico di Maggiano (Lucca); nonché le testimonianze di Spartaco Laffranchini, medico all Clinica Bürgholzli di Zurigo, e della poetessa Alda Merini, costretta dalla malattia a 20 anni di silenzio e a frequenti ricoveri in manicomio (vedi il video Follia, l’altra verità).

 

Il rapporto fra follia e creatività costituisce invece il nucleo tematico di questa galleria di documenti audio, selezionati fra gli innumerevoli contributi conservati nelle Teche RSI. Si parte dall’Antica Grecia,  dove la follia veniva considerata anche come un mezzo per entrare in contatto con la parte più intima della coscienza e della realtà; quindi viene analizzato lo stretto legame fra arte e follia, con riferimenti al mondo letterario e a quello pittorico, per passare infine all’universo teatrale, dove si impone la figura del fool, incarnazione della verità come paradosso.

 

 

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