Martedì 27 settembre 2016

La follia in musica, Carlo Piccardi allo Studio 2 RSI di Lugano - Besso, dalle 18:00

Martedì 27 settembre 2016, allo Studio 2 RSI di Lugano - Besso, dalle 18:00

 

Impossibilitata a competere con il teatro parlato nella rappresentazione di azioni reali, inizialmente la musica cantata incarnata in un personaggio trovò giustificazione come rappresentazione del soprannaturale (da cui l’applicazione ai temi mitologici) o di stati alterati della condizione mentale. Di qui le sconnesse arie di furore (di Didone e di Medea) e i languori di espressioni rarefatte nel tempo sospeso (nel sentire della settecentesca Nina pazza per amore e nel delirio dell’ottocentesca Lucia di Lammermoor). Una situazione parallela si determinò con le avanguardie del 900, nel momento in cui la musica pervenne a un altrettanto radicale scarto rispetto alla norma, riscontrabile nell’incremento della dissonanza che porta alla dissociazione del discorso. Ne troviamo il riscontro nelle esternazioni raccapriccianti di Elektra (Richard Strauss) e nella psiche dissociata al limite dell’allucinazione della protagonista di Erwartung. (Schönberg). Sorta come manifestazione del meraviglioso, la musica operistica ha mantenuto la predisposizione a divenire strumento di rappresentazione alternativa allo stato delle cose reali, di abbandono della dimensione prosaica, per agire sul piano dei livelli remoti e oscuri dell’espressione, ma anche come liberatoria pulsione verso il non senso, evidente nella musica di Rossini la cui Italiana in Algeri fu definita da Stendhal «une folie organisée et complète».

 

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