Alda Merini

"Anche la follia merita i suoi applausi."

Alda Merini (Milano 1931- 2009)

Sui quindici anni comincia a scrivere e entra precocemente in contatto con il mondo letterario; Giacinto Spagnoletti, la pubblicherà nel 1950, in un’antologia; tre anni più tardi apparirà il primo volumetto di versi, “La presenza di Orfeo”, seguito ancora da tre titoli giovanili, a cui seguirà un ventennio di silenzio e internamenti manicomiali. A partire dal 1965 Alda Merini viene infatti internata nell’ospedale psichiatrico Paolo Pini di Affori; dove rimarrà, con brevi interruzioni, fino al 1979, anno in cui ricomincia a scrivere e a trasformare la sua lunga esperienza dell’orrore nella sua opera più alta, “La Terra Santa”, cui seguirà una vastissima produzione in poesia e in prosa.

 

Approfondimenti paralleli

Viaggio fra i documenti delle teche RSI

In questi tre video, Alda Merini si racconta in modo aperto e sincero, introducendoci nel suo universo, sofferto e sacro. Un universo fatto di lacrime e dolore (internamenti in manicomio, elettroshock, …) ma da cui ha saputo trarre diamanti poetici di un’intensità e una densità senza eguali. Nel primo documento televisivo, sollecitata da Gianni delle Ponti (all’indomani della pubblicazione del suo libro “L’altra verità”), la poetessa paragona la follia ad un fiore maledetto, che va accudito con le lacrime se si vuole trarne benefici insperati (come ad esempio una poesia vibrante e ieratica). Nel secondo video sottolinea l’ulcera atroce da cui trae ispirazione la sua poesia: dolore, follia, internamenti, esproprio dei figli, segregazione dagli amanti e dai mariti. Nel terzo incontro si sofferma invece sulla figura del folle, che a suo avviso non è un malato, ma un uomo tradito. Costretto dalla società alla segregazione e alle cure psichiatriche, il folle vive questo tradimento in modo profondo, sino al punto di preferire la follia ad un suo eventuale reintegro nella società degli uomini cattivi.

 

Le seguenti interviste radiofoniche offrono un’immagine a tutto tondo della poetessa: i suoi pensieri sull’attualità, sulla poesia contemporanea, sull’ispirazione poetica fanno da contrappunto alle testimonianze sulla follia e sulla malattia psichica.

 

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