Bellocchio: "Io parlo con lo sguardo"

Dal Forum del Festival il regista italiano ha ripercorso la sua carriera, fra influenze, cambiamenti e relazioni

sabato 15/08/15 11:13 - ultimo aggiornamento: sabato 15/08/15 19:00

L'arrivo a Locarno di Marco Bellocchio è stato celebrato ieri, venerdì, oltre che con un Pardo d'onore Swisscom, anche con la proiezione in Piazza Grande di un capolavoro del cinema italiano in un'inedita versione restaurata: "I Pugni in tasca", 1965, quello che è stato il suo esordio (a 26 anni!) alla regia di un lungometraggio. Un film che ai tempi diventò un caso nazionale e che sarà annoverato dalla critica poi tra i film manifesto. Cinquant'anni dopo, il film ha fatto epoca, ma con grande umiltà Marco Bellocchio ci parla di un capolavoro perfettibile: "Ieri sera ho visto il film in Piazza Grande. C'erano alcune inquadrature che avrei illuminato diversamente, la luce non funzionava..."

Durante l'incontro il regista italiano ha ripercorso i grandi momenti della sua carriera, partendo naturalmente da "I Pugni in tasca" e le sue influenze inglesi (la prima stesura della sceneggiatura è avvenuta durante il suo soggiorno in Inghilterra), del rapporto fra regista e attore ("Con gli attori cerco un rapporto di sguardi. Non riesco a fare grandi discorsi.") e del suo modo di concepire il cinema ("Ho sempre rifiutato il manierismo. Ci sono pittori che si ispirano da altri. Certo, io sono stato influenzato sia dal cinema che dalla pittura espressionista, ma prima di andare sul set me li dimentico.").

 

Matteo Martelli

 

Da Locarno 68

 

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